Perchè è importante conoscere come usare i ChatBot
di Gloria Bordogna

Ci sono moltissime ragioni valide, sia pratiche, sia ideologiche, politiche e sociali che rendono urgente la necessità di informare, regolamentare e persino boicottare l'uso di ChatGPT e altri chatbots delle bigtech.
I servizi offerti dai Large Language Models, alla base del funzionamento dei chatbot, sono spesso sovrastimati: per produrre risultati accettabili in molti casi bisogna adottare approcci prova e riprova, con prompt sempre più dettagliate, la cui formulazione richiede tempo, dispendio di energie e spesso produce frustrazione, tanto che ci si chiede se il gioco valga la candela e se non sia più semplice e di maggiore soddisfazione fare di testa propria.
Il clamore mediatico ha diffuso la convinzione errata che siano stati creati primariamente per ricercare informazioni, assumendo che producano risposte corrispondenti al vero, mentre i risultati dovrebbero essere soggetti a verifica e critica. Un uso proprio dovrebbe essere quello di generare contenuti nuovi, intesi come dati grezzi e non prodotti finiti, ma spunti per riflessioni e valutazioni che stimolino una qualche curiosità e idea nuova nell'utente.
OpenAI, la società che ha creato ChatGPT, ha tradito la missione originaria per cui era nata, cioè produrre software aperto per migliorare la vita di tutti, mentre è sempre più evidente che lo scopo vero sono i quattrini e il potere.
Il battage pubblicitario e mediatico è a fini di lucro delle aziende: i chatbot sono stati immessi in commercio prematuramente, non per necessità degli utenti, che non ne sentivano certo il bisogno, ma per necessità delle aziende che in tal modo hanno avuto manodopera gratis per addestrare i modelli.
I più deboli, che li usano senza conoscerne le limitazioni e i rischi che comportano subiscono le conseguenze peggiori: dalla pigrizia mentale che porta alla perdita di capacità critica, fino ai casi di suicidio assistito, o meglio procurato dalla condiscendenza e persuasività di chatGPT.
Non ultimo, le bigtech sono le principali finanziatrici di Trump (OpenAI in testa), recente è l'iniziativa QUITGPT.org.
Perché dunque dedicare un corso a insegnare come usare i LLMs e ChatGPT?
Perché una volta che una tecnologia nuova è stata inventata non si può più tornare indietro, almeno così è sempre stato.
Da quando abbiamo imparato ad accendere il fuoco o a usare il coltello li abbiamo trovati utili per migliorare la nostra vita ma abbiamo dovuto imparare a maneggiarli con precauzione per non scottarci e ferirci.
L'introduzione di nuove tecnologie ha richiesto abilità nuove, con conseguente abbandono di vecchie pratiche.
La scrittura e la stampa hanno ridotto la necessità di memorizzare lunghi testi per trasmetterli oralmente, permettendo di tramandare ai posteri molte più informazioni di prima.
L'invenzione dei treni e delle automobili ha decretato la fine del trasporto a cavallo.
E via via, fino alle tecnologie più recenti: il PC, Internet, il GPS, gli smart phone , WhatsApp, hanno rivoluzionato la nostra quotidianità per viaggiare, comunicare, informarci sugli eventi. Alcuni di noi vi si sono buttati con entusiasmo altri con riluttanza; c'è chi ha resistito fino all'ultimo usando la macchina da scrivere e rifiutando l'uso del PC e del word processor.
I chatbot sono l'ultimo strumento arrivato, con la promessa di potenziare, e non sostituire, la nostra umanità, creatività e immaginazione.
Essi sono già tra noi, anche se non abbiano ancora ben capito la portata dei cambiamenti che innescheranno, che dovranno essere gestiti e governati per il bene di tutti e non per le sole bigtech.
Per questo è necessario conoscerne il funzionamento e le potenzialità ed essere consapevoli dei loro limiti e critici nell'utilizzo.
Oggi è più che mai necessaria e doverosa l'alfabetizzazione per permettere a ciascuno di decidere in modo informato se e come usarli.
L’autrice: Gloria Bordogna, ricercatrice associata senior (CNR IREA), fa parte dell’Associazione Donne e Scienza. Ha già tenuto due corsi sull’ Intelligenza Artificiale generativa alla LUD nel 2024 e nel 2025.
12 Febbraio 2026
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